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Comunicati Stampa

Festival AumentAzioni 2016 - Le Coreofonie di Pietro Polotti e Sarah Taylor

 

Comunicato stampa Redazione Cultura e Spettacoli

Il Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno

Il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali

presenta

MasterClass

Musica,Tecnologia ed Embodiment

Pietro Polotti

Con la partecipazione di

Sarah Taylor

Nell’ambito di

AumentAzioni 2016

VI Festival Internazionale di Musica Elettronica

 

Salerno, martedì 13 e giovedì 15 settembre ore 9,30-18,30 - sala concerti del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno

INGRESSO LIBERO

 

Le Coreofonie di Pietro Polotti e Sarah Taylor

Da martedì 13 settembre il Conservatorio Statale di musica “G.Martucci” ospiterà dalle ore 12,30, la masterclass del compositore, preludio al VI festival di musica elettronica “AumentAzioni” che si prenderà il via il 3 ottobre

 

Ultimo stage per il Dipartimento di Nuove tecnologie e Linguaggi musicali, coordinato da Silvia Lanzalone che, dopo aver ospitato i compositori Johan Van Kreij, e Curtis Road, ha affidato il preludio del VI Festival di Musica Elettronica “AumentAzioni”, che si svolgerà in ottobre, a Pietro Polotti, il quale, unitamente alla ballerina e coreografa Sarah Taylor, nota al pubblico salernitano poiché da diversi anni è docente ospite del New Space of Dance di Francesco Boccia, terrà nella Sala Concerti del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno, da martedì 13 a giovedì 15 settembre (dalle ore 9,30 alle ore 18,30 con concerto finale il 15 alle ore 17) una masterclass dal titolo “Musica, Tecnologia ed Embodiment- sonificazione come rappresentazione del gesto coreografico”. Dallo sviluppo del Live Electronics nell’ambito della tradizione della musica elettroacustica, si è appreso come uno dei principali problemi della produzione musicale legata alle nuove tecnologie riguardi la capacità di controllo in tempo reale e la conseguente espressività del suono prodotto.

Tale percorso di ricerca trova oggi riscontro in un panorama più generale della produzione artistica ovvero quello delle arti interattive. Gli obiettivi dell’interattività sono molteplici e variegati, con una costante comune di riflessione e indagine sulle potenzialità offerte in senso espressivo dalle nuove tecnologie grazie al recupero di un rapporto corporeo con lo strumento digitale. In questo senso, la creazione sonora mediante l’informatica viene immessa in un mondo artistico innovativo e fertile.

In tale contesto è pratica consueta accostare e fondere in un unico prodotto artistico molteplici canali di comunicazione inerenti diverse modalità percettive che possono andare da quella uditiva a quella visiva, tattile e propriocettiva. Questo modo di procedere, definito con il termine multimodalità, rimanda non solo alla compresenza di più stimoli che agiscono contemporaneamente, ma anche alla loro azione organica, il cui effetto è quello di creare qualcosa di diverso dalla semplice somma delle singole componenti. Il concerto finale del 15 settembre proporrà l’opera “Un-pLugged pLoden, a Ligament Lento”, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor (2012), con quest’ultima, che danzerà unitamente a due allievi della Accademia dell’Opera di Roma e il docente alla consolle.

L'opera fa parte di un progetto più ampio denominato EGGS, realizzato da Pietro Polotti, docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. In EGGS, il suono è inteso come un effetto anziché come la base per una coreografia. Più precisamente il sistema è concepito come una sorta di "coreofono": una rappresentazione acustica dell'azione coreografica. Simmetricamente, il movimento del corpo è una visualizzazione del suono: il pubblico non solo ascolta l'audio, ma "guarda" il suono in un’accezione non-cocleare. I suoni utilizzati in questa realizzazione sono tratti dal progetto Freesound e sono stati selezionati mediante le parole chiave slowdown, decreasing, braking. La scelta delle parole chiave determina il carattere generale della performance. La forma è, infatti, data da una lunga e progressiva decelerazione a partire da suoni esplosivi di grandi motori che rallentano, passando attraverso frenate di automobili, di treno, e terminando con delicati, quasi intimi, suoni di frenata di bicicletta. L'idea è quella di realizzare una metafora sonora di quello che è conosciuto in termini economici come "decrescita", un progetto per un nuovo stile di vita, che affronta problemi ecologici, nonché sociali, dove una bicicletta rappresenta le preoccupazioni cruciali inerenti la mobilità di oggi.

Biografie: Pietro Polotti si è formato musicalmente, studiando pianoforte, composizione e musica elettronica e conseguendo i tre diplomi rispettivamente nei Conservatori di Trieste, Milano e Venezia. Si è inoltre laureato in fisica all’Università di Trieste con il massimo dei voti e lode. Nel 2003, ha ottenuto un titolo di Ph.D. in Sistemi di Comunicazione presso l’EPFL (École Polytechnique Fédérale de Lausanne, Svizzera) con una tesi in cui ha sviluppato un nuovo metodo per la sintesi del suono denominato Fractal Additive Synthesis. È stato docente di corsi di laurea legati all’audio digitale e alla musica elettronica presso il Politecnico di Milano, l'Università di Trieste e il Conservatorio di Como e di corsi di perfezionamento presso la Scuola Civica di Musica di Milano. Attualmente è docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste. Come ricercatore e sound designer ha collaborato con l’Università di Verona nell’ambito dei progetti di ricerca europei NIW (Natural Interactive Walking ), CLOSED (Closing the Loop Of Sound Evaluation and Design) tra gli altri. E’ membro esterno del gruppo di ricerca di Interazione dell’Università IUAV di Venezia con il quale ha lavorato sulla sonificazione di oggetti quotidiani). In passato, ha svolto attività di ricerca presso il Politecnico di Milano nell’ambito del progetto europeo TAI-CHI (Tangible Acoustic Interfaces for Computer Human Interaction), di cui è stato uno dei promotori. In quel contesto ha lavorato sull’acustica dei solidi per la localizzazione e la caratterizzazione di eventi di contatto per la realizzazione di interfacce fisiche uomo-macchina, finalizzate ad applicazioni musicali e non solo. Nel 2008 è stato per un mese visiting researcher presso l’IRCAM. È attivo come sound artist nel contesto della performance e delle installazioni interattive e come compositore di musica elettroacustica. Come ricercatore ha pubblicato in qualità di autore o co- autore più di quaranta pubblicazioni tra articoli su riviste internazionali e atti di conferenze internazionali. Nel corso degli ultimi anni, i suoi interessi si sono spostati dall’elaborazione digitale del suono e dalla musica acusmatica verso il sonic interaction design e le arti interattive focalizzate sul suono. Nel 2008, ha iniziato con Maurizio Goina il progetto EGGS (Elementary Gestalts for Gesture Sonification) focalizzato sulla rappresentazione del gesto attraverso il suono, con finalità sia artistiche che didattiche e terapeutiche. Il progetto è stato recentemente finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia nell’ambito delle attività di ricerca del Conservatorio Tartini, al fine di utilizzare le tecniche impiegate per lo sviluppo di applicazioni didattiche musicali.

Sarah Taylor, danzatrice e coreografa, ha studiato balletto classico, metodi Cunningham e Graham presso l’Australian Ballet School di Melbourne, dove ha conseguito un Diploma in Danza. Ha proseguito la sua formazione con una borsa di studio presso la Martha Graham School di New York, dove ha approfondito lo studio delle tecniche Cunningham e Horton. Ha lavorato in Israele in coreografie di John Butler, Matthew Diamond, Lar Lubovitich, Laura Dean, Oscar Arias, Hans Van Manen, Choo San Gogh, Ohad Narin e altri. Ha collaborato nel campo della coreografia e come dance assistance nella Compagnia Gelabert /Azzopardi, Barcelona (16 produzioni), Balletto Di Toscana, Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Scuola Paolo Grassi (Milano), Komische Oper (Berlin), World Madness Festival (Münster), Charles Atlas (Videodance production), Deutsche Oper (Berlin), Balletto di Roma. Sarah si è inoltre costantemente interessata all’uso della danza come forma di terapia per pazienti affetti da disabilità mentali e continua a collaborare con il Sycorax Theater Group di Münster.

 

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